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A la memoria de mi abuelo: Alfonso Barbecho Rodríguez
(13 enero 1913 / 8 julio 2007)
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Tesi di dottorato

La fine della Guerra Civile spagnola e l'esilio repubblicano: visioni e pratiche della societá argentina attraverso la stampa. Il caso di Mar del Plata, 1939

Estratto

Coperta Tesi DottoratoLa fine della Guerra Civile spagnola significò la fine della speranza repubblicana, tragicamente spezzata dalla vittoria nazionalista, e l’inizio di un difficoltoso e lungo esilio repubblicano durante mezzo secolo. La colonia spagnola immigrante in Argentina, protagonista di quella vecchia immigrazione economica, guardava dall’altro lato dell’Atlantico una guerra civile che sentiva propria pur vivendola da una terra lontana. Sebbene la società argentina, spagnola e non, fu nella maggior parte a favore della causa repubblicana il governo, per parte sua, si salvaguardò dietro una politica di astensione, in un primo momento, e di riconoscimento del nuovo governo spagnolo, successivamente, nascondendo una condotta conservatrice che appoggiava la causa nazionale. Il conflitto spagnolo fu uno degli eventi che maggiormente colpì la società e la politica argentina frammentando partiti, dividendo famiglie, producendo scissioni nei Centri regionali e facendo in modo che il governo adottasse misure contro possibili radicalizzazioni nell’ambito politico dell’opposizione, lasciando il Partito Comunista in stato di illegalità, vietando le associazioni straniere e restringendo, fin dove possibile, le politiche migratorie. Il rifugiato repubblicano si convertì, in questo modo, in un esiliato indesiderabile assieme agli ebrei ed al resto degli esiliati politici e con essi non trovò posto in un paese, l’Argentina, la cui cupola dirigente era influenzata da correnti nazi-fascio-falanghiste.

Prima fu la guerra civile e poi l’esilio, ma in particolare quest’ultimo, a fare in modo che la società ispano-argentina intensificasse, ancora di più, tutto un sistema di aiuti che erano stati avviati con l’inizio stesso del conflitto attraverso centinaia di organizzazioni e comitati d’ausilio pro-repubblicani che anarchici, comunisti e moderati cercarono di unificare ognuno a suo modo ma con un obiettivo comune: aiutare a quel “fratello” della Madrepatria che lottava per una causa giusta. Così, l’Argentina diventò il paese sudamericano che prestò più aiuti, sia materiali che non, alla Repubblica Spagnola e ai rifugiati, nonostante avesse un governo sostenuto da una elite conservatrice che proibiva l’entrata a quest’ultimi poiché li considerava dei probabili agitatori di sinistra.

La stampa, indipendente o di partito, attraverso il suo ruolo di attrice politica e creatrice di opinione pubblica non fu indifferente all’evento essendo influenzata dal forte turbamento della guerra civile che provocò il suo posizionamento a favore o contro, manifestato pubblicamente o meno, rispetto ad essa.

Mar del Plata, una città della provincia di Buenos Aires composta principalmente da una popolazione immigrante spagnola, non fu aliena a questi fatti poiché la stampa locale, con i suoi propri particolarismi, giocò un ruolo importante come diffonditrice di quei frammenti di realtà che si riferivano alla Guerra Civile spagnola così come ai rifugiati repubblicani.